Kumbha Mela è considerata la più grande riunione di persone e il più grande fenomeno religioso del mondo. Durante il periodo in cui si svolge la celebrazione, nella “città del Kumbha Mela“ sorge un accampamento temporaneo di 1070 ettari con centinaia di migliaia di tende in riva al fiume sacro, in cui soggiornano ogni volta milioni e milioni di persone.
Mela significa “festa”, Kumbha sta per “vaso“, “contenitore” o “brocca”, e si riferisce al contenitore del nettare divino dell’immortalità “amrita” dal quale, durante la contesa tra dei e demoni, caddero delle gocce sul pianeta Terra. Il Kumbha inteso come vaso simboleggia l’utero, la forza generatrice, identificata con le dee madri. Il Kumbha Mela è quindi la “festa del vaso” o “festa della brocca” che si svolge in quattro città diverse. Il Maha Kumbha Mela “la grande festa del Vaso” si tiene a Prayaga (Allahabad) ogni dodici anni, quando il sole entra in Ariete e Giove è in Acquario. La scelta delle quattro città come sede del Kumbh Mela ha una spiegazione mitologica. La prima cronaca del Kumbh Mela si trova negli scritti del monaco cinese Xuanzang che visitò l’India tra il 629 e il 645 d.C., durante il regno di re Harshavardhana. Secondo la teologia induista, l’origine della festività deriva da un episodio narrato in uno dei purana più popolari, il Bhagavata Purana.

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Si ritiene che durante il periodo vedico, dei e demoni avessero stipulato un accordo per dividere equamente tra loro il nettare dell’immortalità, l’amrita, ottenuto dalla lavorazione dell’Oceano-Lattea. Quando, però, il Kumbh (vaso, brocca) contenente l’amrita apparve, i demoni pensarono bene di impadronirsene e fuggire. Gli dei prontamente li raggiunsero ingaggiando una battaglia durissima durata 12 giorni e 12 notti (equivalente a dodici anni umani). Durante la battaglia, gocce di Amrita caddero sulla terra in quattro specifici punti: Prayag, Nasik, Haridwar e Ujjain. Da allora, secondo la mitologia, questi luoghi hanno assunto un forte significato mistico diventando perciò la sede del Kumbh Mela. La leggenda racconta che la brocca non si ruppe grazie all’intervento del Sole e di Giove, che la riconsegnarono ai Deva restituendo loro le forze. Questo spiega perché la data di inizio, la durata e i giorni propizi della celebrazione vengono stabiliti dagli astrologi in base alla posizione del luminare (che impiega 12 mesi ad attraversare i 12 segni dello zodiaco) e del pianeta (che rimane circa 12 mesi in ogni segno). Solo con un simile allineamento planetario, infatti, si creerebbero le condizioni ideali per una perfetta meditazione e concentrazione. Si tiene nelle quattro città sante Allahabad, Ujjain, Haridwar e Nasik, in cicli di dodici anni, alternati in modo tale che, circa ogni tre anni, si svolge un Kumbha Mela. Tra questi, Prayag (Allamhabad) è considerata il più importante perché posta alla confluenza tra i fiumi sacri Gange, Yamuna e Sarasvati che scorre sotterraneo.
Durante il cerimoniale, hanno luogo diverse celebrazioni e vari bagni collettivi nelle acque dei fiumi sacri. Stando alle scritture vediche, si può conquistare la salvezza bagnandosi in queste acque nei momenti propizi (il momento di maggiore auspicio è nel giorno della luna nuova), ottenendo così la liberazione dal ciclo di morti e rinascite. Tra le varie abluzioni rituali (lavaggio rituale a scopo di purificazione spirituale), la più importante è lo Shahi Snan o “bagno dell’imperatore”, quando cioè tutti gli Akhara formano una processione per essere nel punto giusto del fiume sacro: il Gange a Haridwar, il Godavari a Nasik, lo Shipra a Ujjain ed il Sangam ad Allahabad.

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Durante i giorni propizi del Kumbha Mela, grazie agli influssi astrologici benefici, le acque dei fiumi sacri sono ancora più cariche di energie guaritrici, come ben sanno i Sadhu (saggi) e gli altri uomini spirituali che sono parte integrante di questa celebrazione. Ci sono vari tipi di sadhus: gli asceti chiamati Nagas Sadhu non indossano nessun vestito e hanno il corpo ricoperto di cenere. Hanno lunghe barbe e i capelli come cespugli di foreste incolte, sono dipinti di tutti i simboli delle loro divinità d’appartenenza La costante esposizione senza vestiti li rende estremamente resistenti anche alle temperature estreme. Hanno occhi rossi dal continuo fumo di charas (marijuana), che credono aiuti l’illuminazione. I Parivajaka, invece, sono asceti che hanno fatto il voto del IMG_4430silenzio e girano per le strade suonando piccole campanelle al fine di far scostare i viandanti dal loro cammino. I Shirshasin prendono il nome dalla posizione Yoga Shirshasana (posizione capovolta) e meditano a testa in giù per numerose ore. I Kalpvasi sostano per l’intero mese della Kumbha Mela sulle rive del fiume meditando, celebrando rituali e cantando mantra.

Simhasth Kumbh Mahaparv” è una dei quattro “Kumbh Melas” e si svolge in Ujjain (Madhya Pradesh) nelle rive del fiume sacro Kshipra. In Ujjain prende il nome di “Simhasth Kumbh Mahaparv” perchè il Sole (in Sanskrito “Surya”) è nel segno dell’Ariete (“Mesh” in Sanskrito) e Giove (“Brahaspati” in Sanskrito) è nel segno del Leone (in Sanskrito “Simha”). Quest’anno il Simhasth Kumbh Mahaparv si è svolto dal 22 Aprile al 21 Maggio 2016, festeggiato con varie celebrazioni tra cui “Peshwai” (Processione) fino alle rive del fiume sacro Kshipra. Leggenda vuole che con il bagno nel fiume sacro in questo particolare momento si possa eliminare i segni delle vite precedenti raggiungendo “Moksha” (liberazione, salvezza) e porre fine al ciclo delle rinascite.

LA MIA ESPERIENZA
Partecipare al Kumbh Mela è stata l’Esperienza di questo viaggio in India. Un momento magico, sacro, profondoIMG_5009, potente, folle, inebriante, e potrei continuare oltre: indescrivibile. Queste poche righe per trasmettere quello che poche parole possono fare (o non fare). Un campo, terra secca, arida, dai 46° ai 48°, sole cocente, “tende”, accampamenti, lamiere, pali sostenuti da forze divine, tendoni; e, un fiume di gente. Milioni di persone che dopo giorni di viaggio arrivano in questo luogo sacro e camminano per il campo, si recano al fiume dove si bagnano, fanno dei cerimoniali, delle offerte al fiume sacro e al sole che sorge. Un mondo di passione, di devozione, di spiritualità, di credenza; si tocca con mano, si assapora, si percepisce; basta essere presenti, basta non guardare solo con gli occhi fisici, ma ascoltare e vivere. Scendi pochi scalini e ti immergi nel fiume Shipra, bagnata dalle sue acque e illuminata dai deboli raggi del sole che sorge: sono le 5 del mattino e ti senti avvolta, portata oltre, acqua, luce, aria si mescolano in te e tu ti fondi in loro; sei natura, tornata alla origini, pura essenza. Tutto attorno scompare, tutto il materiale, tutto l’artificiale, tutto il fittizio; e sperimenti l’etero, quello che non si può toccare né vedere con gli occhi fisici, pura beatitudine: Anand, la nostra vera essenza. Vivi le giornate trasportata e coccolata in un mondo silenzioso, calmo e in pace, con la mente libera da pensieri, che fluttua nel divenire. Il tempo cambia forma, si riempie, di esperienze, di emozioni, di pace; lo spazio si espande, i confini si modificano, i bordi si assottigliano. L’uno diventa tutto, il tutto diventa uno: Yoga.

Un immenso ringraziamento al mio Guru, Omanand, che ancora una volta ha permesso tutto questo e ha guidato le nostre anime.
Om Shanti
Ma Mangla Anand

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