Alcuni appunti sintetici, che riflettono l’anno di pratica appena trascorso, su quelli che possiamo definire i pilastri dello Yoga. Lavorare su questi 5 punti ci aiuta a far entrare lo Yoga nella vita di tutti i giorni per renderla più serena e armoniosa. Spesso siamo portati a pensare che le Asana-posizioni siano la parte difficile; ma cosa vogliamo dire del dirigere i nostri comportamenti? Se lo Yoga non esce dal tappetino non è Yoga!

  • Anushasana = Disciplina governare se stessi

Shasana significa regole che qualcuno ci impone, Anushasana sono le regole che noi stessi ci poniamo. Nessuno ci richiede di alzarci ogni giorno, di fare colazione, lavarsi i denti, andare a lavoro, fare festa, ecc… siamo noi stessi a darci queste regole, al fine di vivere al meglio nella società. Allo stesso modo queste regole dovrebbero essere rivolte verso il benessere con se stessi, nel governare il nostro essere, il nostro agire, il nostro pensare; il primo ma al contempo più importante passo è essere presenti in ciò che facciamo in ogni momento, nel qui ed ora. Governare se stessi comprende governare il proprio corpo, il proprio respiro, il proprio linguaggio, la propria mente, il proprio intelletto, ecc…

  • Abhyas = Pratica continua con volontà

In Patanjali Yoga Sutra  (Sutras 13-14, Cap.1) Abhyas – Pratica è definita come uno sforzo ripetuto verso uno stesso obiettivo, con perseveranza, per lungo tempo, ininterrottamente, con fiducia e attenzione.

  • Sharaddha = Fiducia in se stessi

Patanjali Yoga Sutra  (Sutra 20, Cap.1): “Per coloro che non sono nati nello stato di yoga è possibile realizzare questo stato grazie alla fiducia. La fiducia genera l’energia, che rinforza la memoria, che conduce verso la conoscenza risultante dalla concentrazione profonda.” Prima di tutto fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e nella propria determinazione, per poi spostarsi verso la fiducia nell’energia universale.

  • Samarpan = Arresa rinuncia all’Ego

Arrendersi significa entrare in sintonia con la natura che è viva e attiva dentro di noi, mettendoci in sintonia con quella natura in modo che non ci siano correnti contrarie che influenzano il comportamento o le nostre azioni (Ego).

  • Vairagya = Non attaccamento 100% presenza

In PYS (Sutra 15, Cap.1): “quando la mente perde ogni desiderio per gli oggetti (visibili e non visibili) percepiti attraverso i sensi, si acquisisce la consapevolezza dello stato di assenza di desiderio che è chiamato non-attaccamento.

 

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

San Francesco d’Assisi
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